Dovevo capirlo subito

VanPet

Sembra che fra poco più di un mese qualcuno dovrebbe dire “Sì”. Mettiamola così fra poco più di un mese i VanPet dovrebbero scambiarsi il fatidico “Sì”. Suona meglio. Lei è vestita di bianco, lui di nero…ci sarà un motivo. Il padre di lei festeggia…”Me la stavo a vedè brutta”… Tutte queste storie qui. Si diciamo di sì. Ma mettetevi nei miei panni. Sto per sposare uno che il primo giorno che ci siamo conosciuti si è presentato con la continua a leggere →

A un Vannozzi

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E’ il sapore della cioccolata svizzera. E’ il calore di un caminetto acceso, così intenso da far invidia a tutti. E’ l’emozione di una stufa calda dove con la legna si cuoce il cenone di natale. E’ una casa fatta con la pasta da nipotine lontane. E’ una cavalla nel bosco. E’ un cappello da muratore. E’ una N80 tra dita vissute, mentre ti guarda e la porta alla bocca. E’ un uomo, un Vannozzi seduto su una sedia, comoda, continua a leggere →

La mia seconda sorella

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19/9/2013 Essere in tre è difficile, si sa. Da grandi è pure bello, ma da piccole è difficile. Sei costretto tuo malgrado a trividere tutto. Per questo oggi non trivido nulla e dedico solo ad una: Azzurra. C’era una volta una scimmietta. Una scimmietta piccola piccola piccola, ma col la pancia sempre gonfia, forse fin da piccola si stava preparando ad assumere l’aspetto da “ ‘mbriacona” che avrebbe avuto da grande. C’era una bimba, più una peste che una bimba, continua a leggere →

Ocre Leonessa Rieti.

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Come tutti gli imbecilli purtroppo anch’io devo ammettere che quando vivo qualcosa sulla mia pelle, l’emotività è forte e prende il sopravvento e allora mandi giù le lacrime, che ancora continuano a scendere e scrivi. Le frasi sono quelle, per questo mette ancor di più brividi perché sono le stesse.   Quelle che dicevo a mia madre quando la notte stavo là fuori a chiacchierare fino a tardi, io e la mia risata fastidiosa. “A mà sto qua fuori, ci continua a leggere →

Lettera di un’Aec che domani non comincerà a lavorare

So che la mia figura non ha senso per molti. Alcuni proprio non ne conoscono l’esistenza, altri ne ignorano il significato, il ruolo e la sigla. Io credo che il mio nano mi apprezzi.   Oggi gliel’ho detto: “Domani comincerai senza di me, sei contento?”. Ha battuto le mani, quando fa così vuol dire di si. E’ dispettoso quando vuole. Io domani non ci sarò lì sul corridoio ad aspettarlo, come ho fatto negli ultimi tre anni. Mi dispiace, si comincerà continua a leggere →

A volte, momenti

Pensieri al vento

Ho alzato il bicchiere. Il vino rosso girava intorno lasciando cadere righe intense segno di una buona qualità. Il sigaro acceso nell’altra mano in sostituzione di altro mi dava uno strano senso di potere. Mi ero ormai messa in testa che ero forte, ero donna. ero io. Invece non ero nessuno, non ero nulla. Mille dubbi. Era la mia prima volta. Per la prima volta avevo amato e per la prima volta avevo scoperto che l’amore può finire. Insieme a continua a leggere →

Ciambellina e la Signora che profumava di buono

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C’era una volta una bambina molto, molto bella. Aveva dei grandi occhi neri e un sorriso da far invidia. La bambina, che tutti chiamavano Ciambellina, viveva in un Paesino sperduto nei boschi insieme alla sua mamma e al suo papà. Il Paese però era molto strano ed era stato costruito da un uomo malvagio. Era infatti un grosso, gigantesco labirinto. Per andare a fare la spesa, per raggiungere i tuoi amici, o per fare una passeggiata dovevi sempre portarti mille continua a leggere →

L’ultimo comunista

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Questa che ci stiamo per lasciare alle spalle e, permettetemi di dire: che ci stiamo per togliere dalle palle, è una campagna elettorale strana, unica nel suo genere. Ma no, ma che me frega a me dei 4-5 Stelle, o del calo del PD. C’è da stupirsi dell’una o dell’altro aspetto? In fondo non è sempre la stessa storia? Crollo dei consensi del grande partito di massa, ma che comunque sta sempre là, perchè in fondo Renzi ha fatto il continua a leggere →

Il Gran Testone e la bambina che scappava sempre di casa

Il gran Testone e La Bambina che scappava sempre di casa

Nella città dei Duchi viveva un vecchietto. Un vecchietto? Ma che dici? Viveva un omone. Un signore grosso grosso dai grandi baffi grigi. Nessuno sapeva quanti anni avesse, o quante figlie avesse. La leggenda su questo non è mai stata ben chiara. Certo è che questo omone non era famoso solo per i suoi grandi baffi, ma anche per la sua ancora più enorme testa. Lo chiamavano “Il Gran Testone”. Abitava su una casa lontana lontana in cima ad una continua a leggere →

Epistemologia del Capo

Il mio Capo_ Famiglia

IL GEMELLO DIVERSO O SOCIO DOPPIO E’la condizione fantozziana in cui ti vieni a trovare quando devi: lavorare per due soci, peggio ancora se imparentati in un certo qual modo, che la pensavano in maniera del tutto differente e sono problemi. Di buon mattino ti metti lì e di buona lena fai tutto. Quando ormai tutto é pronto e tutto sistemato arriva l’altro socio.Quello meno meticoloso, quello che ovviamente non ti aveva detto nulla sul come fare il tuo lavoro. continua a leggere →