Vi saluto così


18/01/2009

MAE – CRUI A VIENNA: Stage presso l’Ufficio stampa Ambasciata italiana a Vienna.

Dal 19/1/2009 al 19/04/2009

Sono partita che sembra debba stare via una vita, manco gli immigrati oltreoceano a inizi ‘900 facevano tutto quello che ho fatto io.

Lettere strappalacrime e un po’ strampalate per tutti.

Lunghi abbracci e addi.

Tutti che continuano a ripetermi…”Aoh stai fori tre mesi mica stai a partì pe la guera” In fondo è la mia prima esperienza all’estero.

Vi saluto così dalla mia nuova stanza

la mia nuova stanza

la mia nuova stanza

 

Quando uno va via per tre mesi non dovrebbe fare tante storie come le sto facendo io che ho fatto nascere il caso internazionale e ora anche il Giornalaio di Piazza Ragusa è al corrente del mio viaggio…però son fatta così che ci volete fare???


Questo è il mio essere e molti di voi ormai lo conoscono bene…

Quindi ora vi saluto ad uno ad uno cercando di non scordarmi nessuno, nessuno di tutti coloro che mi stanno sempre in mezzo ai piedi tutti i giorni, tutto il giorno.

Dalla mattina quando mi alzo e non so mai se mie sorelle, Azzurra e Alice stanno a dormire e se gli girerà bene o male la giornata…eppure che mondo sarebbe senza di loro?

Al mio primo “cartellino”…
Dalle chiacchiere della mia responsabile di Segreteria e da tutti i suoi libri,
dai “mamma mia dai che c’ho un sacco da fa, ora non ti posso dar retta” della mia vicina di scrivania, ai “sgrung” e i cornetti magici del mio collega e il caffè con la macchinetta grande del mio Grandecapo, l’unico Presidente che si porta in ufficio la sua macchinetta personale del caffè, con cotanto di formelletto da campo, ma le abitudini sono dure a morire soprattutto per chi come lui ha origini campane.

Al riposino pomeridiano in sezione con la serranda tirata giù a metà e a tutti gli iscritti che me sgamano sempre, ai dubbi di qualcuno e alle camminate minacciose, quasi una marcia da guerra (del resto loro hanno fatto le manifestazioni delle pantere del ’68 e dei movimenti duri e puri conoscono bene le mosse).

Adesso arriva e mi picchia, come minimo mi picchia, ma preferisco essere picchiata che rimproverata per la duecentesima volta”. Ai mille impicci, alle sigarette spente e riaccese, ai pensieri profondi e alle sere nelle interminabili riunioni, nelle quali entri con una idea, ne ascolti un’altra e a fine serata fanno il diavolo a quattro per ader via ribadendo il contraio.

Ogni volta con la stessa conclusione: “Loro, che stanno più in alto di te, semplice iscritto o responsabile, ancora non hanno deciso, quindi tuo compito è temporeggiare. Quindi a fine serata vai via con l’idea di aver semplicemente sprecato un’altra serata. Il più delle volte non è solo un’idea, ma pura verità”.

Alle tessere ancora da fare.
Agli hub che diventano ab…ma quella è una vannozzata, è il mio mostro con cui dovrò far amicizia prima o poi e quindi continuerà a seguirmi anche a Vienna, capirai.

mammina a papino…che quando sto a Roma vedo poco, ma quando sto fuori mi mancano da morire…
tutti i miei amichetti, a quelli che sono sempre qui e non partono mai e a quelli che mai sembrano ritornare, a quelli che ho ritrovato in questi mesi su facebook e a tutti voi…

Ciao

 


Casetta mia lontana lontana
Senza mamma e papà che mi fanno incazzare e mi stanno a sentire
Senza Alice e Azzurra sempre lì a rompere e consolare e a farti impazzire
Senza Ubino sdraiato sul divano
Senza le mille questioni del partito
Senza la porta della sezione che non rimane mai aperta

e la poltroncina del riposino pomeridiano
S
enza tutti i nostri casini e le nostre battaglie
Senza Brontolo che si ingrugna alza gli occhi al cielo te guarda e fuma e te dice

ma che vuoi dire?Io non la capisco questa…
Senza chi ti sta vicino nella difficile scelta tra il thè e la cioccolata,

senza chi ti sta vicino anche quando non c’è
Senza te
Come farò come farò senza tutti voi…mmmhhh

Va bè resisterò…Ciao Belli miei !!!

Vi voglio bene
Arianna

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