Buongiorno Tenente. Adesso so chi sei e mi piaci ancora di più

29/01/2009

proprio io

Cosa c’è di più bello che svegliarsi la mattina e vedere scendere giù tanti piccoli fiocchi di neve?

Padiglione della metro di Wagner

Padiglione della metro di Wagner

Apparentemente niente può essere più bello, ma invece scendi le scale e, a parte il freddo e il rischio di continui scivoloni, una città incantata ti sorprende. E’ lì calma e irreale, ma mai statica. In pochi giorni si è trasformata. Dal soleggiato autunno ad un nevoso inverno. L’unico aspetto che rimane costante: il freddo. Fa sempre più freddo.

Manca ancora il poncho sopra per farvi capire del tutto come arrivo "conciata"

Manca ancora il poncho sopra per farvi capire del tutto come arrivo “conciata”

Devo andare a lavoro e inizia il rito sacrale della vestizione della mummia. Indosso in ordine: Giacca, cappotto, poncho. Sciarpa, guanti, e occhiali da sole (piccolo inciso: ho imparato a mie spese che sono strategici, anche se non c’è il sole, perchè questa neve scende piano piano sugli occhi e il trucco, ecco diciamo che il trucco scende piano piano insieme alla neve, che sarà pure bella e romantica, ma sul trucco rompe un po’ le scatole. Quindi se, per risparmiare e dimagrire hai deciso di non comprare la tessera della metro, ma di recarti a lavoro ogni mattina a piedi, gli occhiali sono strategici. L’effetto senza sarebbe quello di Hello Spank che gioca con i trucchi di Jaja nonostante tu abbia impiegato circa mezz’ora per prepararti). Quindi così infagottata vai. Più che una donna sembri un naso che si muove, che del resto è l’unica cosa che emerge.

La città è uno spettacolo indescrivibile. Vedere i tetti imbiancati con i comignoli fumanti, altro secolo, altra storia.

E poi lui fermo lì, il Tenente imbiancato. Buongiornotenente. Ora so chi è. Ho letto ieri la sua storia.

Der

Il mio tenente

E’ un monumento dedicato ad un soldato russo. Uno dei tanti che ha combattuto nella Seconda guerra mondiale. La sua presenza qui è imponente e inquietante, non tutti l’apprezzano. E’ scomodo e ha relazioni ambigue con il resto della città (Ha un simbolo particolare che fa ancora un certo effetto). Per questo mi sono affezionata a lui e ho deciso di salutarlo ogni mattina prima di arrivare a lavoro.

Sede dell'Ambasciata Italiana a Vienna. Inspiegabile

Sede dell’Ambasciata Italiana a Vienna. Io che giro qui dentro. Inspiegabile

Arrivata. Citofono. Non mi vogliono far entrare. Sono costretta a togliermi il poncho fuori perchè non riescono a “identificarmi”. Passo dritta e vado al bagno. Ci metto un po’ prima di uscire. Sembro una povera senzatetto che ha bisogno del bagno pubblico per lavarsi la mattina. Ecco la mia figuraccia l’ho fatta. A questo bisogna aggiungere che quando esco dal bagno è vero che senza tutti quegli strati sembro già un’altra persona ma è anche vero che ho un enorme fagotto arrotolato in mano e nell’altra il pane e frittata che sarà pure buono ma il profumo che emana non è certo chic.

Solo uno dei colleghi mi guarda e sorride ( l’unico romano de Roma), gli altri si girano un po’ indignati. Io mi siedo e per un po’ ci rimango male. Poi ci ripenso e mi rincuoro. A belli, penso, comunque qui dentro ci stiamo solo noi. Sarà pure un posto importante, ma in fondo non ci si fila nessuno e del mio pane e frittata lo sappiamo solo noi. Mento sapendo di mentire visto che a fine giornata il mio capo Ufficio Stampa mi chiama a rapporto.

La mia momentanea nuova scrivania

La mia momentanea nuova scrivania

La prossima volta, mi dice, pane e frittata mangialo dopo aver portato la rassegna all’ambasciatore“. Sopra c’erano due impronte digitali trasparenti d’olio. Gli ho promesso che ci proverò a non fare danni, ma non me la sono sentita di assicurarglielo.

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