Saturno Contro

8/3/2009

Tutto sembrava mettersi per il meglio. La mia nuova amichetta era finalmente giunta qui. La Roma bella mi era venuta a trovare. Avevo passato due settimane splendide e finalmente ero riuscita a mettere il naso fuori casa, per ben più di un fine settimana, e stavolta non da sola.

Io a Antonella. Un raggio di sole nelle giornate Viennesi.

Io a Antonella. Un raggio di sole nelle giornate Viennesi.

Tutto questo sembrava procedere per il meglio, ma il mio capo Ufficio stampa me l’aveva detto che Saturno era in opposizione. Gli astri quando ti si mettono contro, procedono e te devi restare lì ed aspettare il loro corso.

E così è stato, ma quando è troppo è troppo.

Domenica mattina mi sveglio baldanzosa…avrei accompagnato i miei genitori alla stazione e poi sarei andata a prendere i biglietti per “ Le nozze di Figaro”.

Le Viennette in versione foto giapponese

Le Viennette in versione foto giapponese

Venti euro, controllo il mio budget. Si può fare. Basterà rinunciare alla mozzarella del giovedì e ai bastoncini di pesce del venerdì, del resto il pesce è solo per i ricchi e in questo periodo non mi posso certo considerare tale.

Alla stazione, però, mia madre mi fa dono di un po’ di soldi.

Inoltre tra loro e Pietro mi avevano riempito di roba da mangiare, quindi posso star bene così. Probabilmente non dovrò proprio rinunciare a nulla. Bene, vado direttamente all’Opera.

Prenoto questi biglietti, così non rischio di non trovarli più. Anche se andare all’Opera a Vienna è come decidere di mangiare un supplì a Roma. Ci sono teatri un po’ ovunque proprio come le pizzerie nella capitale.

Tutta emozionata attraverso Vienna di domenica mattina. Quanto è bella quando il sole risplende. Io sto con la tuta e un po’ me ne vergogno. Questa città ha la capacità di non farti sentire all’altezza della sua eleganza. A Roma non avevo mai provato questa sensazione. Non si tratta della bellezza della Città in sè. Roma Caput Mundi non si discute. Vienna però ha un’eleganza austera che mette in soggezione. Ma oggi è domenica, e la domenica si sa è fatta per starsene a casa, mi giustificherà. 

 

volksoper2008a
Volksoper. Eccola. Vedo il palazzo lo riconosco subito, ti credo c’è una scritta sopra gigante, proprio sul muro “VOLKSOPER”, è difficile non riconoscerlo. E allora entro…si, te pare facile, ma dove stanno le entrate, giro e rigiro. Trovata. Vado alla cassa. Piacevole sorpresa i biglietti costano 5 euro in meno. Bene, ne voglio due. Sono contenta sono riuscita a farmi capire
. Così stavolta almeno comincio a preparare qualcosa per quel poraccio.


E va bene, allora, biglietti per il 20. C’è qualcosa che non va, perchè il giorno in tedesco non corrisponde al giorno italiano e ci può stare, ma la data è scritta in cifre e ops. Sbagliato giorno. Torno indietro, chiedo scusa perché sono stata fraintesa, problemi con il mio tedesco, la signorina, gentilissima, mi cambia i biglietti senza problemi, e accenna un sorriso. 

La pasta al forno con le uova in perfetto stile Donna Diamante ( Antonella Biondo)

La pasta al forno con le uova in perfetto stile Donna Diamante ( Antonella Biondo)

Esco e saltello, sembro un po’ scema, ma che me frega tanto qui non mi conosce nessuno,e poi è vero che sono un po’ scema. 

Torno a casa, aspetto l’altra disperata. Mangiamo qualcosa, passeggiatina.

Oggi è l’8 Marzo, stasera si può festeggiare, una pizza tutte insieme ok, allora a dopo.
Tornata a casa mi
rilasso un po’ sul letto, la mia coinquilina ancora non è tornata, e allora chatto un po’…sento Pietro, bèh si avvicina il giorno del suo arrivo –9 –8 –7…+4 allora quanti giorni al 19? 11? bene, la prossima settimana inizia il count down. “ Piè a che ora arrivi?” “ 12:40” MMMHHHH penso, strano orario e a che ora riparti??? Alle 15:30. Casualmente è l’esatto contrario del volo dei miei genitori. Meglio controllare.
Mimì e cocò a quel punto sembrano
imbecilli più del solito. Uno osserva: “beh effettivamente il biglietto è un po’ strano. L’andata è scritta: BratislavaRoma”. Cosa? No, imbecille, cioè io imbecille perché poi i biglietti li ho fatti io. Non è che la dicitura è un po’ strana. Ho sbagliato a prenotare. Imbecille.
Due minuti:
Panico. Testate al muro? No è di cartongesso si romperebbe e non mi farei male. Pianto isterico, unica soluzione ammissibile.

 

Continuo a mettere foto felici.

Continuo a mettere foto felici.


Non rivedrò Pietro il 19, si ma quel che è peggio: abbiamo pagato 120 euro quel biglietto. OK la disperazione aumenta. Parte il tamtam delle telefonate. La moglie della sorella del fratello del nonno del cugino dello zio del ragazzo di mia madre ha un amico del marito della sorella del fratello del nonno del cugino dello zio del ragazzo di mia madre che forse può darci qualche informazione in più. Proviamo

Chiamiamo Tiziano. Mani in alto, volo low cost…hai fatto la cazzata…vai a morì ammazzata. Che tradotto vuol dire: Attaccate al cacchio. Non c’è rimedio. Si potrebbe però sfruttare il ritorno del primo biglietto come andata del secondo. Informazione troppo complessa per noi umili viaggiatori del weekeend fuori porta. Non posso fare a meno di piangere. Ma che te piangi? Non lo so, mi viene così…c’aggià fa?
Dormiamo. Si forse è meglio…però continuo a bagnare il cuscino. Che frignona che sono. 

Domani è un altro giorno…Si infatti, un giorno peggiore di ieri aggiungerei.
Vado a lavoro
Alberto non c’è me ne vado in finestra e mi faccio un altro piantarello.

Finalmente si fanno le quattro è ora di andare a casa e risolvere le cose con calma. Entro, apro la porta…Bang!!!Manca la corrente, strano nelle altre case c’è. Allora controllo il contatore, è tutto a posto. Sento papà. Se i cosi stanno su è tutto ok, se stanno giù è saltato qualche cosa. Già, del resto è giusto, se stanno su… 

E’ arrivata anche la mia specie di simpatica, ironicamente, coinquilina.

Il sosia di Pasolini austriaco ci accompagna nello scantinato: “Sorpresa!” C’hanno staccato la corrente…ahahahahahahhhhh…non ha pagato la bolletta… 
Arianna, ce la riattaccano domani forse la corrente, stanotte se vuoi dormire fuori paga lei, io tanto me ne vado dal mio amico…Ciao dormo lì” 
It’s OK It’s OK It’s OK It’s OK… 
Guardo i telefonini: niente soldi e niente batteria…Il computer? Non c’è la connessione. Perfetto…albergo, ostello, ponte…accendo tutte le mie candele, quelle colorate della stanza e poi quelle ikea in giro per la casa. Sti montanari qui hanno tutto a corrente…quindi non si può neanche cucinare, neanche un thè. 

E poi tutte le cosine che mi aveva comprato mamma? 
E se dovessero andare a male? Va bè si sta comunque facendo buio, e allora bisogna organizzarci. Bene gli ostelli e le camere stanno qui, qui e qui… cartina alla mano, cellulari e carica batterie nella borsa, computer pronto, zaino in spalla ( nutella, tozzetti e biscotti inside). Pronti. 
Che tristezza. Tre gradini, ascensore…fuori è buio, non posso manco chiamare nessuno, non ho soldi.

Buio, freddo e desolato. Dove vado a sbattere la testa?

 

Primo incrocio, secondo incrocio e poi sarà necessario prendere una decisione…Troppo triste questa storia, torno indietro.

Risalgo le scale…Disfo la valigia. I cellulari però sono comunque scarichi, che faccio? Chiedo “asilo politico” a Franco…anche quando ero piccola lo facevo, solo che a quei tempi lo chiedevo a mia zia per studiare, a casa mia c’era il bordello. Salgo…Little Rome è qui. Madre padre e figlio…tutti di Roma, tv in italiano…per cena spaghetti…Per un po’ dimentico le mie disavventure e penso di stare solo dai vicini, ora chiudo la porta attraverso la strada e poi di nuovo a casa mia nella mia bella cameretta verde. E invece no chiudo la porta e sto di nuovo a Vienna. Cameretta bianco manicomio e pareti alte due metri con il rimbombo. Cappellino per dormire, calze, calzini e pantaloni pesanti…si dorme e…domani chissà?


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