Di nuovo ai saluti

23/1/2012

Tutto è cominciato tanti, tanti anni fa. Avevo pochi anni, all’inizio della ventina, credo. Mi piaceva andare nei centri sociali, ballare, fumare, bere birra e guidare la mia saponetta.

Stavo in ufficio facevo la segretaria. Un giorno mi chiamarono, era La Sapienza.

Avevo vinto l’Erasmus. La mia domanda l’avevo fatta per la Spagna. Mi proposero la Germania o la Polonia. Ero fidanzata. Stavo con colui che pochi mesi dopo mi mise quelle che passarono alla storia come le mie “prime corna ufficiali dichiarate“. Sarei dovuta partire per la Germania. In quel posto così freddo e triste, senza il mio Ciro. Inaccettabile. Rifiutai.

Mi pentii per anni e anni di aver detto quel no, anche perché a Lipsia ( la città per la quale avevo vinto l’erasmus) ci andò la mia mica e ne ebbe un ricordo bellissimo e a Lipsia ci andai anch’io e ne ho ancora lucido in me il segno indelebile.

Così cominciò l’avventura per la meta estera. Molti anni dopo, da laureata ormai, provai un’altra esperienza. Vinsi il progetto Mae Crui. Tre mesi a Vienna, in ambasciata. Il posto divenne figo proprio quando stavo per ripartire. Esperienza fatta. Laurea presa. Pensavo di non avere più speranze. Poi un giorno

Mi sono ritrovata nel terribile girone infermale della disoccupazione. Al mio fianco chi condivise con me la voglia di partire.

Noi in bici

Giusta mediazione. Io erasmus, tu scegli la lingua. Santiago di Compostela. Lavoravo ancora in quella specie di posto fabbrica posti “a chi voglio io”. Stavo a 2000, avevo la possibilità di partire, ancora. Il mio posto di lavoro era precario, quindi dovevo tacere. Ho taciuto. Poi in quel posto hanno avuto tante difficoltà economiche ( si fa per dire ovviamente) e non mi rinnovarono il contratto.

E’ arrivato Natale, ho venduto la macchina, ho fatto i miei esami, ho verbalizzato il mio tirocinio. Ho salutato chi ho potuto. Con tanti non sono riuscita. A tutti loro il mio abbraccio più grande anche perché c’è gente alla quale tengo parecchio. Dopo domani parto. Mi lascio alle spalle Roma, la sua magnificenza e il suo caos.

Il colosseo

Vi saluto.

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