Il lavoro nuovo

20/3/2012

E così oggi, dopo una ricerca estenuante, ce l’abbiamo fatta. Si lavora.

Un lavoro perfetto: 47 euro per quattro ore di lavoro. Praticamente più di 10 euro l’ora. Vedi! Chi cerca trova.

Va bè, il contratto durava un giorno. Va bè si dovevi solo dire: “Salve, supporto tecnico, sono Arianna”

Allora stai lì con le tue belle cuffiette, ti guardi intorno e pensi a quel famoso film. T’immagini che da un momento all’altro possa entrare la tipa vestita da Sabrina Ferilli e che tutti insieme cominciate a ballare e a cantare ” E’ una giornata bellissima, una mattinata bellissima, perchè siamo una squadra fortissima”.

Fortunatamente non è così, ma stai lì e per un momento lo temi. Poi torni a casa, la maledetta influenza avanza e tra un fazzoletto smorcioloso e un colpo di tosse riesci piano piano ad addormentarti. David e Federico di là si fomentano di fronte a un gioco “sostitutivo” della Play Station, mentre te, con il tuo immancabile fumetto e barattolo di nutella, crolli nel tuo fantastico mondo delle ninne.

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Sogni tante fantastiche nuvolette, soffici nuvolette ovattate.

Poi d’improvviso ti svegli, le nuvolette non son altro che klinex umidicci e l’immagine idilliaca svanisce in un “rato”, proprio come direbbero qui.

Non sai perchè, però per un breve momento, così in un baleno pensi, intensamente, tanto per cambiare, al lavoro.

Cacchio, ogni giorno, spero che qualche negozio, qualche sfigatissimo negozio, mi chiami e mi dica ” Eih, bellissima, abbiamo bisogno di te!”. E allora fantastichi su quel momento. Il colloquio, la firma del contratto. La cena pagata per festeggiare, il primo stipendio. Il primo cliente.

Almeno oggi c'è il sole

Almeno oggi c’è il sole

Poi non so perchè, così, mi viene in mente mia madre. Uno potrà pensare che cacchio c’entra tua madre. Sccchhh…c’entra, c’entra, mia madre c’entra sempre. Bene mia madre, da giovane, insieme a mia Zia Bruna, il sabato mattina si faceva la passeggiata, ora lo chiameremo “shopping”. Loro lo chiamavano “andare per negozi”, a ognuno il suo.

Me le ricordo le loro passeggiate sulla Via Tuscolana. Chi non è di Roma, o più precisamente chi non è del X Municipio non può capire. Però la Via Tuscolana, è la via più commerciale del X Municipio. Quella dove vai, se ti vuoi comprare qualcosa. Ora, da sempre, la Via Tuscolana è un po’ così, come dire “fa schifo” senza dire “fa schifo”?, non si può.

Se volevi sentirti un po’ più chic te ne andavi sulla Via Appia. Quello si che era il Top. Però sulla Via Tuscolana qualche affaruccio potevi anche farlo. Sulla Via Appia, guardare e non toccare. Anche perchè la Via Appia finiva con la mitica COIN di Piazza San Giovanni, che, dopo la Rinascente, era il prestigio del prestigio. Bene.

Ricapitolando. San Giovanni e COIN, guardare e non comprare. Via Tuscolana trovare l’affare. Ora io sono cresciuta con quest’ idea e un’altra che da piccola mi gilonzolava per la testa. Le commesse di Via Tuscolana, che tristezza. 800 mila lire al mese, sottopagate e sovrasfruttate. Da piccola, continuavo a ripetermi.

Studiare, viaggiare, lavorare poco, guadagnare tanto e vai. E allora mi sono iscritta al Liceo Scientifico prestigioso ( Il Newton di Viale Manzoni). Poi sono andata all’Università Prestigiosa ( La LUISS mamma e papà mi dissero che non me la potevano pagare) e poi…

Eccomi qua…viaggiare, studiare, non lavorare e sperare che un giorno possa diventare una commessa sulla… Via Tuscolana, no pardon commessa a Plaza de Lugo.

Centro Commerciale del Porto. C'è pure il Wi-fi

Centro Commerciale del Porto. C’è pure il Wi-fi

Quindi studiare perchè? E allora me ne salgo in biblioteca, riconsegno tutti i fantastici libri di spagnolo, mi guardo intorno. Li trovo…Eins, Zwei…la Germania…bene, proviamo anche lì…Magari cercano una commessa su Margareten Strasse

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