La mia seconda laurea

11/7/2012

E poi alla fine arriva…La mia seconda laurea.

Ce l’ho fatta, lo volevo fare e l’ho fatto.

Nonostante gli anni, nonostante tutti quelli che mi dicevano che non ce l’avrei fatta, nonostante quelli che mi dicevano che mi stavo degradando, nonostante tutti, ieri è arrivata la mia seconda laurea e il mio primo 110.

Sono arrivata talmente spavalda a questo giorno che quasi mi gongolavo all’idea di essere l’unica che non aveva la tesi rilegata. E l’unica a sentirsi dire dal Prof. “Signorina la prossima volta una copia cartacea del suo lavoro può consegnarla anche a me oltre che al mio collaboratore? E non scappi perché i libri che lei ha trovato su Don Milani in Italia non li conosce nessuno…”

Quindi, 110/110. Posso ritenermi stra soddisfatta.

Però, perché in tutte le mie cose c’è sempre un però, soprattutto quando scrivo di getto, proprio come ora, però…Nonostante tutti quei nonostante che ho mandato giù, un sassolino devo togliermelo. Anche se lo rivolgo a coloro che so che stavano scherzando. Cari miei, quando si parla di Arianna, si sa, mia nonna mi chiamava la formica puzzaiola, non si scherza mai!!!

E già, perchè alla luce del titolo tanto agognato e preso, meritatamente ieri, qualcuno ancora dice “Adesso vai a lavorare” e c’è pure chi non lo dice ma lo pensa.

Signori miei, ma credete che dopo aver vomitato litri e litri di bile dietro ad esami impossibili come quelli che ho superato a Scienze Politiche. Dopo aver sofferto, sola, al gelo di Vienna, dopo aver subito l’umiliazione di lavorare per uno che di intelligente nella zucca, aveva solo la possibilità di essere raccomandato a bestia, che manco Er Trota., pensate che dopo tutto questo, se avessi avuto la possibilità di poter lavorare senza dovermi raccomandare a qualcuno, credete che non l’avrei fatto?

Con mio nonno. Sempre presente alle mie lauree

Con mio nonno. Sempre presente alle mie lauree

Credete che mi sia riscritta all’Università per poter fare la giovane studentella? Credete che sia partita per la Spagna perché qui, piena di possibilità, ho detto no, io queste possibilità non le voglio, me fanno proprio schifo, voglio fare la fricchettona e me ne vado in Spagna.

Io ho seguito quello che volevo fare, l’ho fatto con la speranza di avere una porta aperta in più, può darsi che tutto sia stato inutile. Però, ecco l’ennesimo però, il mio erasmus me l’hanno pagato quasi tanto quanto prendevo da Leroy Merlin (perché, con una laurea in Scienze Politiche alla Sapienza, con 106), senza raccomandazione quello avevo trovato. E ancora ringrazio Dio che mi abbiano fatto lavorare lì, perché persone così…sono eccezionali.

In Spagna grazie alla mia borsa di studio sono riuscita a campare. E se avessi trovato qualcosa per poter vivere degnamente l’avrei fatto.

Dicono che ci assomigliamo. Peccato non avere lo stesso colore degli occhi.

Dicono che ci assomigliamo. Peccato non avere lo stesso colore degli occhi.

Ora non so se riuscirò a trovare lavoro, forse si, forse no, non importa, ma lo sai che c’è?

Io continuerò:

A) A Cercare lavoro, e siccome sono una capocciona, oltre che permalosa, non solo cercherò un lavoro, ma cercherò e lotterò per fare il lavoro che più mi piace.

B) Continuerò a studiare per prendermi, se dovesse servire, anche una terza laurea.

Sono nata di novembre. Mai festeggiato nulla in canottiera. Avrei rinviato una sessione di laurea pur di poterlo fare.

Sono nata di novembre. Mai festeggiato nulla in canottiera. Avrei rinviato una sessione di laurea pur di poterlo fare.

E se lo faccio, non è che lo faccio perché mi fa schifo lavorare, lo faccio…perché mi piace farvi chiacchierare.

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