L’abito della sposa ceciona

23/9/2012

È un po’ che non scrivo. Perché?

Semplice, perché mi sto scervellando a trovare un lavoro e non mi piace continuare con i piagnistei.

Però a un certo punto mi sono ritrovata a scegliere un vestito da sposa…e che non lo racconti???Ovviamente non si tratta del mio. Stiamo scherzando? Dio ce ne scampi e liberi. Stiamo parlando di quello di mia sorella.

 

 

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Non lo so da quanto tempo è che stanno così. Lui è piombato in casa mia quando aveva 16 anni. E lì è rimasto e così è rimasto.

Ora, c’è da fare alcune premesse. Mia sorella è una tipa molto particolare. È alta, bionda, vive a Tenerife quindi è perennemente abbronzata, sta a dieta da una vita e ogni mattina va in palestra per almeno due ore. Non si trucca spesso, anzi direi quasi mai, ma quando cammina si girano tutti a guardarla effetto femme fatale. Si insomma una figa pura, con tanto di sorriso smagliante e perfetta fotogenia, il tutto coronato da due tette clamorose, ovviamente. Nulla di rifatto, solo una generosa madre natura e tanto, tanto sacrificio da parte sua. Certo la perfezione in natura è irraggiungibile, ma diciamo che con lei c’è andata molto vicino. Dobbiamo ammettere che la tipa è anche vero che è un po’ svampita, talmente tanto svampita da non rendersi manco conto di quanto è bella e così più che una sposa stra figa, abbiamo dovuto trovare il vestito alla sposa quasi perfetta: la sposa ceciona

 

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La sposa ceciona è una sposa molto, molto particolare. La sposa ceciona non ti arriva al negozio con tanto di tacco, trucco e capello fatto. Si presenta col calzoncino corto strappato, la maglietta col teschio e il capello alla Mafalda. Ecco questa è stata la situazione di ieri.

Così ci siamo ritrovate dentro questo negozio. E sponsorizziamolo pure perché la tipa che ci ha servito è stata paziente, carina e ha capito in pieno i nostri gusti. Siamo stati da Carnevali spose da Domus. Questa sposa sarà pure ceciona, ma è bella come il sole e con quel fisico da paura pretendeva che il suo vestito fosse “a sirena”. E c’aveva pure ragione. Se una passa due ore della sua vita quotidiana in palestra e poi il resto del giorno è a dieta lavorando dentro al suo ristorante, il minimo che può pretendere è un vestito che esalti tutte le sue curve.

Bene, abbiamo scoperto che, si entra con un’idea e si esce con tutt’altro. Sarà la bravura della commessa o le sue consigliere fatto sta che ha provato di tutto. Ammetto che vedere tua sorella vestita da sposa, fa un certo effetto e con l’abito giusto la lacrimuccia è uscita, ma appena è riuscita è rientrata subito perché “la ceciona” ha anche un altro vizio: distruggere l’incantesimo del romanticismo. Dall’alto dei suoi tacchi e delle calze autoreggenti prestatele, smaniava perché il velo bianco non le piaceva e così, con la grazia di un camionista tendeva a svestirsi.

L’effetto charme svaniva, anche se fuori dal negozio si vedevano strane scene di ragazzi sbavanti strattonati da ragazze gelose.

Scongiurato il pericolo del vestito alla Jessica di Ivano…perché si è provata anche quello … e anche quello non poteva che starle bene…abbiamo trovato il suo: elegantissimo…nonostante la ceciona.

Quando assisti a queste scene e vedi tua sorella che è una figa assurda nel suo abito perfetto ti balena nella mente la tua strana convinzione: io quel coso bianco, latte, panna o quel che vuoi…non lo metterò mai.

Ora, nel segreto del camerino ho provato: Ho poggiato il velo in testa. Oltre ad una strana orticaria ho sentito la sensazione della monaca di Monza. È più probabile che io mi metta il velo da suora che da sposa. Mia sorella sarà pure una sposa ceciona, ma è bella come il sole, anche se uscita dal camerino imitava la sua entrata in chiesa sbuffando e mimando il suo momento migliore: l’inciampo che l’avrebbe fatta andare lunga. Ecco mia sorella è così, riesce ad essere molto “Alice”, anche in un abito bianco da mille e mille euro. Del resto ha le sue certezze.

Ho pensato e ripensato. Non poteva essere solo l’effetto di quel giorno. Il mio incubo per l’abito bianco era più insito in me. Quasi un ricordo rimosso. Uno shock che volevo superare. Un trauma. Doveva essermi successo qualcosa da piccola. Alla fine mi è ritornato il perché. Ben 20 sedute dall’analista del resto sarebbero dovute servire a qualcosa, no?

Siete mai cresciuti con l’incubo da foto? Io sì.

Quando abitavamo alla casa vecchia nel settimino dell’ingresso, proprio lì in bella vista per chiunque avesse voluto, anche solo aprire la porta ( a volte ho pensato fosse un antifurto. Una specie di terrorizza l’intruso) mia madre aveva posizionato le nostre foto della comunione: Le sue tre principesse con l’unico abito bianco che avrebbero indossato da lì a molti, troppi anni.

Mia sorella quando era piccola, non solo era bella, era anche simpatica e magra.

L’altra non te lo sto qui a raccontare. Magari non era troppo fotogenica, ma era piccola piccola, e con la coroncina in testa.

 

Cosa puoi pensare quando ne hai due così? Punti sull'intelligenza...o sulla simpatia.

Cosa puoi pensare quando ne hai due così? Punti sull’intelligenza…o sulla simpatia.

 

Mia madre nell’anno della mia prima comunione parla della disperazione di una donna che si vede costretta a comprare il vestito ad una salsicciotta, restia all’abito bianco, che amava e continuava ad amare la pasta asciutta, che era contraria al suo apparecchio per i denti e che teneva sempre il muso lungo, perché perennemente brontolona. La poverina cercò di affrontare questo mostro come poteva, ma i mostri rimangono tali se non si interviene con grazia, gusto e tanta tanta pazienza.

Così quel giorno e per il resto della mia vita in quella casa dovetti affrontare una triste realtà: non sopportavo l’abito bianco e manco mi stava bene, anche perché quella povera donna, pensando di farmi un piacere mi aveva fatto tagliare la frangetta il giorno prima…l’effetto S. Francesco con tanto di casseruola in testa…fu assicurato. Quella foto, messa in primo piano (sono la prima le metteva in ordine di apparizione) aveva lo stesso effetto dell’immagine riflessa nello specchio nei film di Dario Argento.

Ora, dopo questa esperienza, secondo voi posso io bramare per avere l’abito bianco?
Inoltre: ho quasi trentadue anni, ancora non ho un lavoro, sono fidanzata con un ragazzo più piccolo (sì di soli due anni, ma pur sempre più piccolo), quindi secondo voi
sto aspettando l’abito bianco? Ma che sei matta…e soprattutto…avreste dovuto vedermi con quel velo, penso che sarà il mio ricordo compagnia per tanti giorni tristi.

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Tutte e tre con la A: Arianna, Alice e Azzurra

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