Anche a Carnevale Fashion si nasce non ci si improvvisa

12/3/2014

E così, dopo aver passato tre giorni con loro (le mie fashion sorelle), in piena crisi d identità vengo rapita da una vocina nella mia testa che mi dice:” vai allo specchio, guardati, sei bellissima!”.

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Mio padre dall’altra parte del computer ci guardava con aria soddisfatta. Ne ha fatte tre proprio intelligenti.

Ubbidisco, cercando di capire se è una parte del mio subconscio, quella parte che per molti anni è andata in letargo, oppure è una registrazione.

Mia sorella sta tentando di ipnotizzarmi con qualche strano marchingegno?

Non lo so, ma sembra funzionare, perché mi alzo dal letto raggiante.

Mi guardo allo specchio e, no questa mattina non mi demoralizzo.

Comincia una lunga seduta di “convinci te stessa che sei una figa” terapia. Sposto un po’ lo specchio, giusto quel po‘ più in alto, quel tanto che basta ad evitare la figura intera, perché questa mattina sono ottimista mica scema. I miei bei fianchi larghi restano lì, insieme al sederone mediterraneo (mi rincuoro sempre cosi) e a quel pizzico di pancetta che non guasta mai.

Non ce la posso fare

Non ce la posso fare

Un po’ di phon, un colpo di spazzola, una bella passata di piastra, quel che serve a dare quell’effetto bruciato satinato, la riga da una parte e poi il solito commento entusiasta :”che bei capelli, e quanto sono cresciuti!”… (e conseguente abbondanza di punti esclamativi).

Li muovo di qua è di là. Che diva! Sono proprio in forma! Ora…no, niente occhiali.

Lenti a contatto. Un po’ di ombretto. Tanto tanto phard.

Che bella pelle, bianca bianca bianca, come le damine del ‘700. Che eleganza che classe. Solo le contadine sono abbronzate, no, le signore no. Le signore come me…Mi sforzo, mi impegno ma sotto questo aspetto la mia terapia ancora non funziona. Non riesco ancora a capire se non riesco a raggiungere questo obiettivo perché ho difficoltà ad accettare il colorito trasparente (con quella punta di azzurro profondo sotto gli occhi che non guasta mai, chiamasi occhiaie) o se ho difficoltà ad abbinare la parola “signorame” “me=signora” proprio funziona poco. Il problema comunque persiste e il mio bianco morto – ma non me ne sono accorto rimane e ancora mi sconvolge.

Cado così direttamente di faccia nel phard, con la speranza di migliorare il mio pallore. Oh!

Effetto cartone animato garantito.

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Proseguiamo. Adesso è arrivato il momento. Il rossetto. Mia sorella, la più glamour me l ha regalato. Rosso. Stiloso da morire. Un po’ qua, un po’ di là. Sono uno schianto. Muovo di nuovo i capelli da una parte, poi li sposto dall’altra. Posiziono le labbra come se dovessi mandare 1000 baci, anche se davanti ho solo la mia immagine riflessa nello specchio.

Oggi sono la meglio. Vado. Esco. Prendo la macchina.

Nera, fa pandant. Gli uomini mi fanno passare Senza arrabbiarsi. Il potere del rossetto rosso. So figa.

Prove col rossetto

Prove col rossetto

Arrivata a scuola, ovviamente in ritardo dopo tutti questi preparativi, sono tutta contenta. Apro il portocino e la collaboratrice: “ a maè ma è lei? Nun l avevo riconosciuta co sto rossetto. Glie sta bene.”

Arrivo in classe. I bambini sono già tutti seduti. Apro la porta e …sento il vento fra i capelli…nella mia testa parte anche una musichina di accompagnamento. Poso la borsa. Mi giro e…Lorenzo mi fissa. Lo guardo, sorrido e lui mi fa : “a maè ma perché te sei mascherata oggi? È domani carnevale“.

E va bene, ora ne sono convinta fashion si nasce non ci si improvvisa.

3 pensieri su “Anche a Carnevale Fashion si nasce non ci si improvvisa

  1. Grande Arianna, mi fai morire dalle risate! Riesci a tradurre con parole semplici efficaci e centrate il pensiero di molte fashion Girls. Non sentirti sola, sei in ottima e abbondante compagnia!
    Ciao amica fashion

    • Che ci posso fare. Io mi impegno con il fashion style, ma l’origine “borgatara de Roma” e l’amore per il cibo (anche questo tipicamente romano) non vanno molto d’accordo con il termine “Fashion”. Meglio buttarla “in caciara” e puntare sulla simpatia.

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