Il Gran Testone e la bambina che scappava sempre di casa

Il gran Testone e La Bambina che scappava sempre di casa

Il gran Testone e La Bambina che scappava sempre di casa

Nella città dei Duchi viveva un vecchietto. Un vecchietto? Ma che dici? Viveva un omone. Un signore grosso grosso dai grandi baffi grigi. Nessuno sapeva quanti anni avesse, o quante figlie avesse. La leggenda su questo non è mai stata ben chiara.

Certo è che questo omone non era famoso solo per i suoi grandi baffi, ma anche per la sua ancora più enorme testa. Lo chiamavano “Il Gran Testone”.

Abitava su una casa lontana lontana in cima ad una collina che dava proprio sul mare. Il suo prato era sempre fiorito e c’erano tutte le verdure del mondo. Giravano anche conigli, gatti e galline. In questa casa lui viveva beato ed ogni tanto qualcuno lo andava a trovare. Anzi ci andava quasi tutto il Paese, perchè era bello trascorrere del tempo con lui e starlo ad ascoltare.

Anche se era un gran testone, di nome e di fatto, amava chiacchierare ed era anche molto generoso e quando andavi lì ti offriva un sacco di cose. Quel che era solito fare era mettere al centro del tavolo una grande bottiglia di nettare d’uva e d’estate, quando faceva più caldo una pozione ancora più fresca che veniva estratta direttamente dal grano. Se andavi a trovarlo puoi star pur sicuro che te ne offriva un goccetto. Certo amava la condivisione, ma era anche una sua scusa per poterne bere un bicchiere in più.

Un giorno a trovarlo venne una signora, disperata. Non sapeva come fare. Una delle sue figlie la faceva preoccupare. Era una ragazzina strana. S’arrabbiava sempre con tutti. Urlava e scalciava. Non riusciva mai a stare serena. La mamma aveva provato in tutti i modi a farla stare più tranquilla. Lei non ci riusciva. Alla fine si erano tutti arresi. Lei era così.

Il suo spirito “rabbioso” però non spaventava la mamma. Lei era in apprensione perchè la ragazzina quando aveva questi suoi momenti bui era solita scappare via lontano. Tra i boschi sulla montagna. Lì di notte c’erano tanti animali cattivi. La mamma non lo sapeva, ma anche gli animali avevano paura della ragazzina quindi non le si avvicinavano e lei lì, tranquilla tranquilla staccava mille e mille bacche profumate e con uno dei suoi tanti libri si riunchiudeva nel suo mondo. Il Grande Testone quando sentì tutta la storia di questa povera donna decise che era il momento di doverla aiutare e così quando la ragazzina di nuovo scappò lui la raggiunse nel suo nascondiglio segreto.

La trovò lì e anche se non glielo disse anche lui in un primo momento si spaventò un po’.

Lei stava tutta gobba su un grosso libro. La sua bocca era tutta rossa per i frutti che stava mangiando e quando si sentì chiamare dal quello strano signore si girò di scatto. Come riemersa da un altro mondo. “Chi sei? Che ci fai tu qui? Che vuoi? Vai via! Come fai a sapere il mio nome?”. L’omone non si lasciò intimorire e le sorrise si avvicinò piano piano e si mise seduto vicino a lei, che comunque ancora non riusciva a capire quel che stava succedendo.

L’omone rimase con lei tutto il giorno. Lei scoprì che lui conosceva molte di quelle storie che lei amava tanto leggere. Il Gran Testone gli ritagliò un posticino nel suo grande giardino e quando lei aveva i suoi momenti “così” se ne andava lì e si rifugiava in quella grande casa sulla collina. Lei rimaneva sempre così. Lui era un grande omone, mica poteva fare i miracoli, ma la sua mamma ora stava più serena, sapeva dove stava la figlia quando scappava. Lei, la ragazzina, aveva trovato finalmente un rifugio condiviso. Sapeva che quel signore non era l’unico che la capiva, sapeva che c’erano anche altre persone che riuscivano a leggere i suoi pensieri aldilà delle sue urla. Lei sapeva che poteva andare lì. Lei sapeva dietro quei baffoni c’era qualcuno di molto speciale. Lei lo sapeva che dietro quei baffoni c’era il suo nonno.

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