Ciambellina e la Signora che profumava di buono

Snoopy_and_Woodstock

C’era una volta una bambina molto, molto bella. Aveva dei grandi occhi neri e un sorriso da far invidia.

La bambina, che tutti chiamavano Ciambellina, viveva in un Paesino sperduto nei boschi insieme alla sua mamma e al suo papà. Il Paese però era molto strano ed era stato costruito da un uomo malvagio. Era infatti un grosso, gigantesco labirinto. Per andare a fare la spesa, per raggiungere i tuoi amici, o per fare una passeggiata dovevi sempre portarti mille cartine perchè potevi uscire e perderti e non tornare più a casa.

La mamma raccomandava sempre a Ciambellina di stare molto attenta e di non scordarsi mai nulla e di portarsi almeno sempre un filo, sempre sempre, affinché, come nel labirinto del minotauro, lei potesse sciogliere il filo e tornare indietro in qualunque momento.

La mamma non glielo aveva mai raccontato, ma la bambina proprio quand’era piccola piccola un giorno si era persa. L’avevano cercata tanto e invece d’improvviso la mamma la trovò davanti alla porta di casa, avvolta in una coperta bianca che profumava di buono.

La bambina non sapeva questa storia, non gliela avevano mai raccontata, avevano paura di terrorizzarla troppo, ma la sua mamma le ripeteva spesso “Ti avevo tanto cercata amore mio”.

Ciambellina ormai era cresciuta, aveva dieci anni e viveva serena. Un pomeriggio, mentre era in giardino, incuriosita da una farfalla che volava leggera, la seguì. Correva, rideva e seguiva quelle ali colorate, fin quando non si ritrovò sola, nel buio. Ciambellina era spaventata, aveva fatto quello che la sua mamma le aveva sempre proibito, si era allontanata senza nulla, né una cartina, né un filo, nulla. Ciambellina cominciò a piangere spaventata ed era così tenera che la farfalla che aveva inseguito le si posò vicino, cercando di consolarla. La bambina però, nonostante tutto non si perse d’animo. Guardò la sua nuova amica e le chiese aiuto. “Farfallina, non conosci nessuno che possa aiutarmi?Lo so che siamo troppo lontani da casa mia e che tu non ce la faresti ad accompagnarmi fin lì, ma proprio non conosci nessuno?”.

La farfalla volò via. Dopo poco che si era allontanata da uno dei vicoli del labirinto del bosco spuntò una signora. Aveva anche lei, come Ciambellina, gli occhi grandi e un bellissimo sorriso, aveva un buon profumo e la bambina sorrise.

Quell’odore aveva qualcosa di buono: era l’odore di casa e dei dolci colorati. Era l’odore degli abbracci, delle domeniche passate intorno ad un tavolo a chiacchierare. Era l’odore delle favole lette a letto, tutti insieme, prima di addormentarsi. Era il profumo del bacio della buona notte, era il profumo della sua mamma.

Mentre pensava a tutte queste cose Ciambellina ormai stanca si era addormentata. La signora l’aveva presa in braccio e trasportata davanti alla sua casa, avvolta di nuovo in quella coperta bianca profumata, la stessa di quando era piccola. La mamma di Ciambellina aprì la porta, e trovò la bambina lì che dormiva beata. Alzò lo sguardo e vide la signora andar via. Le corse incontro, voleva ringraziarla. Seguì il suo profumo, ma se ne era già andata via. Tornò in casa e poggiò la bambina sul letto. Si girò per piegare di nuovo la coperta bianca, ma niente era sparita, ma quel profumo era ancora lì. La bambina il giorno dopo al suo risveglio raccontò tutta la sua storia.

Raccontò della farfalla, del bosco, della signora, del suo profumo e del suo sonno profondo.

La mamma si mise a piangere e l’abbracciò forte.

La bambina non capì quelle lacrime. La sua mamma però ormai sapeva che in qualunque momento di difficoltà la sua bambina sarebbe stata protetta da quella signora e dalla sua coperta bianca, aveva riconosciuto quel profumo, era lo stesso che sentiva quando era piccola. Il profumo che sente solo una figlia quando abbraccia la mamma, il profumo che sente solo una mamma quando abbraccia la figlia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*